Benvenuta, Segafredo!

06 gennaio 2016
Categorie: Persona

Cinque stagioni da professionista non sono poi così tante, ma forse abbastanza per cominciare a fare delle considerazioni su quello che è cambiato nel ciclismo, e soprattutto nei contesti a me più vicini. Quando nel 2011 la (allora) Leopard-Trek mi volle fra le sue fila, dandomi l’opportunità di diventare professionista in un team di livello World Tour, mi sono sentito fortunato e privilegiato: oggi, mi rendo conto di esserlo stato anche più di quanto pensassi allora.

La realtà è sotto gli occhi di tutti: in Italia è rimasta solo una squadra nella massima categoria, e sono tanti i ragazzi che hanno dovuto smettere prima del tempo, perché non hanno trovato spazio fra i professionisti o stritolati da dinamiche non sempre limpide. In questo momento non semplice per il nostro movimento, l’ingresso di un marchio come Segafredo – peraltro proprio all’interno del nostro team – credo rappresenti un segnale importantissimo.

Ho avuto il piacere di essere presente alla conferenza stampa che ha ufficializzato questa importante novità, e di conoscere personalmente il patron Massimo Zanetti, un vero appassionato di sport. Ho percepito, anche visitando l'azienda, un progetto serio per entrare nel mondo del ciclismo da protagonisti: se sapremo regalare loro soddisfazioni, credo che Segafredo potrà diventare una realtà di riferimento in questo sport per diversi anni a venire.

Da italiano che ha sempre corso in una squadra straniera, l’ingresso di Segafredo mi fa sentire un po’ più a casa. Ma soprattutto, spero che l’arrivo di un’azienda tanto importante possa aprire la strada ad altre realtà italiane di spessore, che nei prossimi anni vadano ad offrire prospettive ed opportunità a ragazzi che hanno qualità e desiderio di fare questa vita e questo lavoro. Sarebbe una grande notizia per tutto il movimento. Per questo dico, di cuore: Benvenuta Segafredo!