Ai blocchi di partenza: missione Classiche

06 gennaio 2016
Categorie: Atleta

Una manciata di giorni e si riparte. E tutto sommato, va bene così: i lunghi inverni del ciclismo di una volta non esistono più, e ormai ci siamo abituati. Anche quest’anno, per cominciare mi aspetta l’Australia, ed il Tour Down Under: è una corsa che mi piace, soprattutto per questioni climatiche. Già l’anno scorso ho visto che tanti atleti arrivano in condizione per giocarsi il titolo – australiani su tutti, – in generale ci sono punti World Tour in palio, e dal ritmo non sembra proprio un corsa d’inizio stagione. Per me, l’obiettivo sarà soprattutto fare ritmo e gamba, sfruttando un clima davvero tanto diverso dall’inverno europeo: se in volata arriverà anche qualche risultato per il morale, meglio ancora.

In concreto, la mia stagione entrerà nel vivo con la Parigi-Nizza, e poi la Milano-Sanremo. Non voglio nascondermi: la Classicissima sarà il primo obiettivo importante dell’annata. Anche nella sua ultima stagione in sella, ovviamente Fabian Cancellara rimarrà il primo riferimento per le corse di un giorno in casa Trek-Segafredo, ma questa per me è anche un’opportunità. Mi sento ormai nel pieno della maturità agonistica, e credo sia il momento di affrontare le Classiche con la mentalità di chi punta al bersaglio grosso.

Non parlo solo della Sanremo, ma anche di Fiandre e Roubaix, e in generale delle corse sul pavè. In queste stagioni le ho frequentate poco, e so di aver bisogno di crescere per poterle affrontare con ambizioni. Le pietre, le insidie, i percorsi, li impari solo affrontandoli, e spero che il team mi darà l’opportunità di affrontare queste sfide al fianco di Fabian. Le Classiche monumento sono corse che cambiano la statura di un corridore, o addirittura una carriera. Quest’anno spero di imparare. Il prossimo anno… di migliorare!