Giro di boa

18 maggio 2016
Categorie: Atleta

Dieci tappe andate, undici da affrontare. Non sarà una metà perfetta, ma si può dire che questo Giro d’Italia sia arrivato al… Giro di boa. Momento buono per qualche considerazione su come sono andate le cose fino a qui.

E’ un Giro ancora apertissimo, con tanti corridori con la maglia rosa nel mirino. Secondo me non è tanto questione di “livellamento”, quanto del fatto che la corsa deve ancora realmente entrare nel vivo. Quelle di Roccaraso e Sestola non erano certo grandi tappe di montagna su cui fare la differenza, e la crono sul bagnato ha falsato i valori in campo. Credo che la classifica mostrerà la sua vera faccia dopo la tappa di Corvara, e speriamo che anche il nostro Ryder Hesjedal possa esserne protagonista.

Ryder ha perso qualcosa in più degli altri nelle prime giornate, ma sappiamo tutti come la terza settimana sia di solito quella in cui rende al massimo. Nel Chianti ha disputato una buona crono, e personalmente credo che i primi cinque posti della classifica siano alla sua portata: vedremo, comunque, che storia racconteranno i prossimi giorni.

In Trek-Segafredo siamo rimasti in sette, e non è l’ideale. Al di là di Fabian Cancellara, i cui problemi di salute hanno purtroppo condizionato ogni ambizione nelle prove contro il tempo, abbiamo perso anche il mio ultimo uomo Boy Van Poppel nella tappa di Arezzo. Anche lui ha dovuto lottare con un’indisposizione, e l’ha fatto con il coltello fra i denti, senza mollare fino al traguardo: purtroppo, è stato il limite del tempo massimo a metterlo fuori gioco. Ma ho davvero grande ammirazione per la maniera in cui Boy ha affrontato questo momento di difficoltà: dopo sabato, lo rispetto ancora di più.

Infine veniamo alle volate, che hanno confermato un dato già assodato: se i due “panzer” tedeschi non sbagliano niente, mettergli la ruota davanti in una volata di potenza è davvero dura. Per un corridore come me, con dieci chili in meno, produrre lo stesso wattaggio è praticamente impossibile. D’altro canto, a parte il primo sprint in Olanda, sono riuscito sempre a mettermi in condizione di giocare le mie carte: peccato per la giornata di Benevento, quando la caduta di Taaramae all’ultimo chilometro mi ha – di fatto – tagliato fuori mentre ero in ottima posizione, in una tappa sicuramente adatta a me.

Negli ultimi 10 giorni vedo 3 o 4 possibilità per noi velocisti, e io rimango fiducioso nelle mie possibilità di puntare a un successo di tappa, che rappresenta il nostro primo obiettivo. E poi c'è anche la sfida per la maglia rossa, dove spero di potermi riconfermare. Nel mezzo, tante salite... sulle quali bisognerà stringere i denti.