Barba o non barba? L’ultima moda dei ciclisti

06 gennaio 2016
Categorie: Stile

Se ripenso alle immagini delle prime corse che ho visto, alle gare professionistiche degli anni ’90, ricordo pochissimi atleti con pettinature particolari e “riconoscibili”, e davvero fatico a ricordare baffi e barbe all’interno del gruppo.

Sto guardando in questi giorni le nuove foto ufficiali dei team (a cominciare dalle nostre, ovviamente!), e mi rendo conto di come l’inversione di tendenza sia stata netta. Fino a pochi anni fa c’era chi sosteneva che la barba rappresentasse un problema di un qualche significato per l’aerodinamica, ma adesso, anche nell’era dei cosiddetti ‘marginal gains’, sembra che sia stata completamente sdoganata.

Quest’anno anch’io ho lasciato crescere la barba, quasi per caso in realtà, ma credo che mi presenterò così all’avvio della stagione. Quest’anno più che mai mi sento più maturo e consapevole, e in qualche modo la barba sottolinea questo “ingresso” nella fase centrale della mia carriera di corridore. Magari mi porterà fortuna… o magari potrebbe scomparire da un giorno all’altro. Si vedrà.

Una cosa va riconosciuta: baffi e barba ci aiutano a renderci più riconoscibili anche rispetto al pubblico. Sono in tanti a dirci che, fra caschi e occhiali, è difficile distinguerci dalla massa e individuare i propri favoriti solo guardandoli in viso. Vent’anni fa, prima dell’era dei caschi obbligatori, era molto più semplice – e forse proprio per questo gli atleti sentivano meno l’esigenza di ‘differenziarsi’.

Ma non fraintendetemi, la sicurezza viene prima di tutto: indossate sempre il casco (e non dite ‘che barba’)!