Un Tricolore da inventare

28 giugno 2016
Categorie: Atleta

Ve lo avevo detto che il percorso dei Campionati Italiani mi piaceva, no? Da lì a vincere, come sempre, c’è una bella differenza. Però poche volte, forse mai, mi ero presentato a un appuntamento di un giorno così convinto di avere una chance importante. Anche per questo, nei minuti precedenti alla gara ero chiuso nel mio mondo, alla ricerca della concentrazione, nel tentativo di scacciare i fantasmi che potevano rovinare quella che volevo fosse la MIA giornata.

In tanti parlavano di un percorso per scattisti, difficile dare loro torto, soprattutto visto come si è sviluppata la gara nell’ultimo giro. Il mio progetto era portare la corsa in volata e giocarmela lì, con quelli che fossero “sopravvissuti” all’ultimo passaggio sul muro di Cornaleto. E invece no. Mi sono trovato in prima ruota in salita, io, velocista: mi ci ha portato una trenata micidiale di Marco Coledan, l’apice di un lavoro di squadra impeccabile della nostra Trek-Segafredo. Grazie Marco, Eugenio, Fabio, Niccolò.

Insomma, ero primo ai piedi del muro, forse anche troppo presto. Accelera Gatto, accelera Brambilla, ma io rimango lì. Muro scollinato, mi guardo intorno e siamo rimasti in cinque. Brambilla allunga in discesa, io lì decido che se devo perdere la corsa, lo farò rischiando e non aspettando. Qualche piega da moto, e torno sotto a Gianluca. Dietro c’è il vuoto, e lì capisco che forse quella è davvero la MIA giornata. Quella del primo tricolore della mia vita.

L’ultimo chilometro è in trance, quasi non ricordo il momento in cui sono uscito dalla ruota di Brambilla e ho alzato le braccia al cielo, ma ho tante foto che mi rinfrescano la memoria. Sento ancora addosso, invece, l’abbraccio di mio padre, euforico come forse non l’avevo mai visto, quello dei miei compagni, le strette di mano di tanti, tantissimi avversari che mi sono venuti a cercare dopo l’arrivo. Non sono cose banali.

E poi la maglia, l’inno, il mio fans club in delirio, le centinaia di messaggi, notifiche e chi più ne ha più ne metta. Insomma, una giornata da ricordare.

Penso a questa vittoria come il punto più bello di una stagione fin qui ottima, ma soprattutto come un possibile momento di svolta in vista di quello che verrà. Che verrà con la maglia della Trek-Segafredo, ancora per altri due anni. Anche se per i prossimi dodici mesi le daremo un look un po’ diverso.

Lo confesso, ho già iniziato a pensare a come disegnare questa maglia di Campione Italiano – ma forse, conoscendomi, lo avrete immaginato. Ai tanti che mi stanno scrivendo in questi giorni (vi leggo tutti… e vi ringrazio tutti per le vostre parole ed il vostro affetto, anche quando non ho possibilità di rispondere) dico questo: il Tricolore, così come è, è davvero tanta roba, e mi piacerebbe che la nuova maglia lo esaltasse, anche se naturalmente ogni scelta andrà fatta di concerto con la squadra. Io, di sicuro, ci metterò il mio tocco.

Adesso, perdonatemi, ma torno alla mia vacanza. Ci si risente fra qualche giorno. Saluti da Ibiza!